“O Acqua o Vino”. Nessuno uscirà con la sete.

 

O acqua o vino. La vita ci riserva sempre delle possibilità di scelta, talvolta – per fortuna – deliziose. E deliziosi saranno gli incontri che si potranno fare ad “O Acqua O Vino”, temporary bar a vini naturali che inaugura il 3 novembre in piazza del Plebiscito nei locali del Ravaletto e resta aperto nei fine settimana. O acqua o vino, e comunque non si esce con la sete.

Sì, il Ravaletto cambia pelle per qualche mese e si trasforma in una vineria dal catalogo vastissimo. La scelta di bottiglie è quasi infinita. Cento cinquanta etichette da Italia, Francia, Austria, Spagna, Australia. Tutti vini naturali, da vitigni autoctoni e che non hanno conosciuto né trattamenti né chimica, dalla terra alle labbra di chi beve. Prodotti di quelli che metti fai un bicchiere di troppo, il giorno dopo il mal di testa non lo senti. Ma in questo tempio di Bacco sono benvenuti anche i bevitori di acqua: il porto è aperto a tutti.

O Acqua o Vino è un luogo dove si beve responsabilmente, perché si beve bene. Si beve attingendo dal meglio delle cantine di cinque paesi. La selezione è a cura di Les Caves de Pyrene, una delle importatrici e distributrici più affermate del Paese. A presentare le bottiglie, le loro storie, le loro particolarità è Michele Brocani, che così commenta la nuova creatura: “È un luogo dove si fa cultura del vino, ma con leggerezza. Prendendo una bevuta per quello che è, un momento di pace, chiacchiera o rilassatezza. In quanto a qualità e a particolarità, i vini che portiamo si presentano da soli . Ma per chiunque voglia chiedere, noi siamo li a soddisfare ogni curiosità”.

Abbiamo scelto questa strada perché crediamo profondamente nella diversità e nell’unicità delle persone e dei luoghi.
Oggi è sempre più chiaro che esiste un piano preciso per uniformare l’umanità intera anche attraverso il gusto.

Questo è il nostro modo di combattere. Fino all’ultima bottiglia.”

Non solo bottiglie da dividere al tavolo. C’è anche il vino al bicchiere, con calici da 4 euro in su. E qui la carta cambia di settimana in settimana, presentando ogni volta nuove scelte, differenti sapori ed ebbrezze bianchi e rossi. In programma anche degustazioni o verticali a tema.

Oltre a etichette da tante regioni italiane, francesi, da vigneti australiani o austriaci o della Spagna profonda, per integrare l’offerta si mangia anche: formaggi di Fontegranne, azienda agricola di Belmonte Piceno; salumi Passamonti da Monte Vidon Comabatte. Non mancano nemmeno comparsate di vari Chef per serate dai piatti particolari.

O Acqua o Vino è aperto venerdì e sabato dalle 18 alle 02 e la domenica dalle 16 alle 00, mentre nel periodo natalizio i giorni di apertura aumentano. È una novità per la città di Ancona, che celebra il vino in tutta la sua vasta potenzialità e naturalità. Una scelta che ben si addice al Ravaletto, locale deputato agli sperimentalismi goderecci e non solo della Raval Family.

“Abbiamo scelto questa strada perché crediamo profondamente nella diversità e nell’unicità delle persone e dei luoghi – spiega Michele Brocani – Oggi è sempre più chiaro che esiste un piano preciso per uniformare l’umanità intera anche attraverso il gusto. Questo è il nostro modo di combattere. Fino all’ultima bottiglia.”

E quindi, in alto i cuori. E i bicchieri.

 

“Down from above” si accende al Raval. Il divertimento e il ribaltamento continuano

Un’opera che fa emergere quello che è latente e nascosto, che porta in superficie figure galleggianti dal fondo di un grande bicchiere luminoso. Il Raval continua a colorarsi sull’onda della sua indole poliedrica, con una nuova opera d’arte “Down from above” realizzata da Andre The Spider e istallata assieme a PopUp Studio, centro di progettazione e direzione artistica d’interventi d’arte urbana.

La creazione al Tapas & Spirits Bar  di “Down from above” è un altro atto di apertura verso la fantasia. Il Raval nasce per essere punto di ritrovo dove l’esperimento è divertimento, e viceversa: il divertimento è esperimento. In un capovolgersi continuo. Un’opera dal titolo “Down from above” è un inno a questa visione delle cose sempre in ribaltamento.

L’inaugurazione è prevista per domenica 14 ottobre alle 19, con un aperitivo di festeggiamento. Il barman Sebastian “Seba” Lombardi per l’occasione verserà un cocktail speciale, lo Spider Martini, versato da bottiglie appositamente pitturate da Andre the Spider. Il Dj Set di Paolo Swift Groovin Brothers inonderà lo spazio di Funk, Lounge Jazz , Nu Disco, Hip Hop Golden Age per una dimensione “Beyond Jazz, Lost in Grooves”

A quel punto il light box di Andre the Spider si accenderà in tutta la sua perturbante lucentezza mostrando le creature che lo popolano. Dai suoi bassifondi astratti emergeranno soggetti alieni, creature ibride e fragili, insetti di varie dimensioni e forme adattabili ai cambiamenti climatici, in una apocalisse curata come un’opera “sartoriale”, che – spiega Pop Up Studio –  presenta una visione in cui “la percezione del mondo è totalmente ribaltata, le creature ibride diventano fonte di vita, le case in fiamme e gli esseri mutanti si alternano a caduta libera in un ambiente a-fisico.”

L’opera che arricchisce il Raval è una istallazione permanente, ed andrà ad accoppiarsi ai murali già realizzati dall’artista Nicola Alessandrini.  L’inaugurazione  è preceduta da una passeggiata tra le opere d’arte urbana proposta da MAC/PopUp Studio. Il tour a piedi, con partenza prevista alle ore 16:00 è dedicato alle opere disseminate nella zona del porto e in centro città realizzate da grandi artisti internazionali come Blu e Ericailcane, STEN LEX, Roa, Gio Pistone, Camilla Falsini, James Kalinda, Zosen Bandido, Ozmo e molti altri che, negli anni, hanno partecipato alle varie edizioni di POPUP! Festival.

Andre The Spider, al secolo Adrea Paleri, è un artista di Ancona specializzato in disegno animato, con alle spalle anni di formazione a Milano alla Accademia di Brera e alla Stadelschule di Francoforte, lavori in collettivi e istallazioni personali.  Ora la sua “Down from above” rimarrà a illuminare gli occhi di tutti gli avventori del Raval.

 

Un momento della istallazione
L’opera sotto un telo prima di essere svelata al pubblico con l’inaugurazione del 14 ottobre.

La fondazione di Fargo, città giardino

Tutti sogniamo di fondare una città, e con Fargo è successo, la fantasia si è mutata in realtà. Ora fra le frasche amene del Colle dei Cappuccini, sulla propaggine più orientale di Ancona, è sorta una microscopica quanto imprevedibile città giardino. Con lucine pendenti fra i rami gonfi e molli, frescura ombrosa, cuscini e amache dondolanti, zillare di grilli e azzurro del mare che al tramonto si fa liquoroso. La notte poi arriva il flusso delle birrette fresche e della musica e delle paciose mangiate  mentre si chiacchiera verso chissà quale meta. Fargo è un frutto fantastico dell’estate, da assaporarsi con gli occhi. Dove prima non c’era nulla, ora c’è una oasi nel bosco. E questo grazie ai pionieri che l’hanno fondata e resa aperta per accogliervi tutti.

Il Fargo, il progetto Fargo – arte, ozio e movimento, è nato – come le cose migliori e più serie – per gioco. In primavera l’impresa creativa noprofit Nie Wiem vince il bando indetto dal  comune per la gestione del vecchio bar del Parco Cardeto: un rudimentale casòtto di due metri per quattro che giaceva sigillato ormai da una decade. E così improvvisamente  si aprono nuovi scenari. Memore delle feste mediterranee organizzate per il film festival Corto Dorico, Nie Wiem riprende subito la collaborazione con Raval Family nella gestione del locale: per l’organizzazione di eventi, il cibo, le bevande, i rifornimenti. Con grande sprezzo del pericolo e amore per l’avventura, le due realtà si mettono al lavoro in sinergia. Il risultati sono stupefacenti. Sbocciano e fioriscono iniziative su iniziative che costellano i mesi estivi. Il successo, sereno e giocoso, va oltre le più rosee aspettative. Ancona ritrova un suo spazio sopito. Nativi, chi è venuto da studente o per lavoro, gente da altre città e da altre nazioni in transito al porto, migliaia di persone hanno trovato un motivo in più per entrare nel parco, salire in cima al colle e riscoprire uno degli angoli più smisuratamente belli della città. Turisti e croceristi sono venuti a rimirare la pacificante bellezza della Falesia che si vede da lassù, affacciandosi dal balcone sul mare, attratti dal servizio di ristoro messo a disposizione da Nie Wiem con Raval Family.

Arte, benessere e ozio. Tre dimensioni che se accostate rendono di certo la vita migliore, hanno trovato al Fargo una loro piccolo trionfo. L’amaca è al centro della città giardino, tutti la amano, tutti la vogliono. Dondola fra gli alberi ed è un richiamo al dolce oblio del sonno. Al Fargo si sorseggia, si mangia, si guarda il tramonto, si aspetta la sera, mentre attorno con garbo fioriscono laboratori artistici per grandi e per bambini, in un costante attraversamento della frontiere, verso nuovi mondi raccontati in danze, in incontri attorno a romanzi o diari.  E poi c’è il benessere, quella sensazione che dà una bella ebbrezza, quando il corpo pulsa di nuova energia e gli arti si distendono come giunchi al vento. Al Fargo, che sia al tramonto o all’alba, si susseguono  momenti di yoga, pilates e altre discipline meditative. Il corpo è al centro della città giardino.

La lista di chi al progetto prende parte con una o più iniziative sarebbe più lunga di questo post. La squadra Raval Family & Nie Wiem ha calamitato a sé tante realtà, di amici e persone che si sono esse stesse presentate per collaborare. Vogliamo ricordare solo una giornata fra tutti, quella del Love Pride di inizio giugno, organizzato dal gruppo Love is Love con altre realtà attive nella lotta per i diritti di tutti e tutte. Love is Love è stata una festa, un corteo, una celebrazione della gioia di vivere che per il parco Cardeto, e per Ancona, resterà storica. Al Love Pride l’amore, in tutti i suoi innumerevoli volti, ha sfilato per le vie del centro fino a risalire, verso sera, al Cuore del Cardeto e al Fargo dove poi una carovana saltellante di migliaia di esseri umani ha popolato fino a mezzanotte la città giardino, ballando sotto le luci pendenti che inghirlandavano i rami, andandosi ad affacciare verso il mare e tutto l’orizzonte. Riempiendosi di baci e anche di carezze.

D’altronde Fargo rende ogni cosa possibile e ognuno porta nel bosco la propria più recondita fantasia. Cosa aspettarsi da un posto del genere, che è uno specchio di mondo alla rovescia? Il piccolo bar se ne sta come un equilibrista fra i raggi di luce ipnotica dei due fari: uno antico e bello, nella sua purezza geometrica e nella sua aurea storica, l’altro moderno e coronato da una gemma di luce elettrica. Episodi gloriosi hanno lasciato ovunque il segno del loro passaggio in tutta l’area della città giardino. Se ti affacci verso il mare, vedi gli  steli bianchi del cimitero degli ebrei, oppure scorgi la Polveriera che riforniva la vicina Caserma Villarey e le mura del bastione di San Paolo, fitto di passaggi e stanze ancora inaccessibili. Nell’edificio presso l’antico faro, fra l’8 e il 10 agosto 1904 si verificò la magia della comunicazione radio. L’ammiraglio Guglielmo Marconi in persona, da questo roccioso ma dolce avamposto adriatico, riuscì a trasmettere dei segnali alla lontana cittadina costiera di Poldhu, in Cornovaglia, cambiando la concezione dello spazio e aprendo prospettive enormi per tutta l’umanità. Una targa è lì a ricordarlo. L’area del Cardeto è sempre stata un crocevia di esperimenti e ribellioni.

Esattamente dove si trova il Fargo, nel XIV secolo c’era una magnifica rocca che dominava la città, costruita dalla Chiesa: la Rocca di San Cataldo. Destinata ad essere residenza estiva dei papi, rimase a troneggiare sul colle dei Cappuccini per una trentina d’anni, fino al 1382, quando gli Anconetani la distrussero, poiché essa era tanto favolosa agli occhi, quanto minacciosa per la loro libertà politica. Nelle cronache del tempo la rocca è raccontata come di mirabile bellezza, che lingua non potrebbe dirlo ne proferirlo con camminatoi merlati, torri altissime. Stanze, palazzi. E li tetti e li muri erano depinti. E dentro vi si trovava un chiosco dilettevole con un prato fiorito, ameno, intorno pieno di arbori. Et da una parte del detto chiostro era una loggia sopra quattro colonne de pietra, coperta de tavole indorate et depinte. E stanze affrescate, scale immense. Insomma anche questa rocca era un luogo magico e proprio sulle sue antiche rovine sorge il Fargo, chissà magari esattamente dove si trovava quel chiosco ameno. E così ogni sera gruppi di persone, o anime in solitaria, continuano ad arrivare percorrendo salite illuminate solo dai riflessi della luna per andare incontro alle creature silvane del bosco ed arrivare al Fargo.

(di Marco Bendettelli)

 

 

FARgO – Arte, Movimento e Ozio from Gastone Clementi on Vimeo.

 

Foto di Francesco Marini

 

Arriva l’Osimo Street Food Circus. Cibo di strada,giocolieri e musica per tutto il weekend

Da venerdì 6 a domenica 8 luglio tre giorni di festa nei bellissimi giardini di Piazza Nuova in via Saffi, con le specialità gourmet dei food truck. E poi musica e spettacoli circensi. L’evento, nuovo per Osimo, è organizzato da Rotary Club Osimo e prodotto da Raval Family Ancona ed Eventeria Bologna. La partecipazione è gratuita.

Si chiama Osimo Street Food Festival Circus, è un nuovo evento per la città e per tre giorni, da venerdì 6 a domenica 8 luglio, colorerà i giardini di Piazza Nuova grazie a cibo di strada in chiave gourmet, spettacoli a tema circense, musica, mercatini dell’artigianato e birrette fresche per dissetarsi dalla calura estiva. Organizzatore dell’evento è il Rotary Club Osimo, in una produzione curata da Raval Family di Ancona ed Eventeria di Bologna. Venerdì la festa inizia alle 18, sabato e domenica alle 12 e poi si va avanti fino a tarda sera, con cucine aperte no-stop.

Come già per lo Street Food Festival di Ancona, sempre ideato da Raval Family ed Eventeria che a metà giugno ha richiamato decine di migliaia di presenze al porto storico, anche la festa di Osimo si contraddistingue per un’accurata scelta gastronomica. Con tredici furgoncini festosi e variopinti, i food truck che sono delle “cucine a due ruote”, disposti lungo i vialetti di Piazza Nuova con proposte per tutti i gusti: specialità locali o da fuori regione, carne, pesce, fritti, verdure, panini. Tutto nel segno del più ghiotto cibo di strada, da gustarsi sulle tavolate dei giardini di via Saffi, il bellissimo balcone panoramico che spazia dai Monti Sibillini al Conero, luogo fra i più mozzafiato di Osimo.

A rendere ancora più colorata e coinvolgente la festa ci sono gli spettacoli della tradizione del circo. Una compagine “Truccabimbi” allestirà dei laboratori per avvicinare i più piccoli al mondo dei clown e dei giocolieri. E poi si alterneranno per tutta la festa una serie variopinta di spettacoli di strada, con trampolieri, mangiafuoco e ventriloqui, clown e ballerine di danza aerea. Sono sei le compagnie di spettacolo coinvolte, coordinate dalla direzione artistica di Mauriziomusica.

La musica è all’insegna dello Swing Jazz Manouche anni ’30, eseguito in una perfomance itinerante da Bourbon Swing Jazz Band, compagine composta da sax, chitarra, organetto e contrabbando, che miscela lo swing ai suoni gitani e all’improvvisazione jazz. Un mercatino dell’artigianato corona la festa, con quindici banchi che affiancano i food truck. Il format dell’Osimo Street Food Circus si ispira a un’idea, ormai sempre più in crescita, nata negli States e focalizzata sul cibo di strada, per rivitalizzare i luoghi più belli delle città e che qui viene declinata sul tipico e raffinato gusto italiano, con piatti gourmet e specialità tipiche locali.

Grazie alla manifestazione la Fondazione dei Rotariani del club di Osimo sostengono il progetto di servizio di Rotary Club Osimo “La Città Cardioprotetta”, con la realizzazione di un nuovo totem defibrillatore da aggiungersi ai cinque già istallati nei luoghi più affollati della città. L’ingresso alla festa è gratuito.

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OSIMO STREET FOOD CIRCUS      

Con il patrocinio di Comune di Osimo | Organizzato da Fondazione dei Rotariani del Club di Osimo e Rotary Club Osimo| Prodotto da Raval Family ed Eventeria | In collaborazione con A.S.S.O e Astea | Sponsor Forst.

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DATE & ORARI
Venerdì 6 Luglio: dalle ore 18 a fino a tarda serata
Sabato 7 Luglio: dalle ore 12 del mattino fino a tarda serata
Domenica 8 Luglio: dalle ore 12 del mattino fino a tarda serata

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PROGRAMMA SPETTACOLI

Venerdì 6 luglio
Compagnia StorieFilanti ludoteca e truccabimbi ore 19-21.30
Bianconiglio circo-teatro “Alice e il mago” ore 20 atto I/ ore 22.00 atto II
Kalù, clown e giocoliere, ore 21/ ore 23

Sabato 7 luglio
Compagnia StorieFilanti ludoteca e truccabimbi ore 19-21.30
Bianconiglio circo-teatro “Alice e il mago” ore 20 atto I/ ore 21.30 atto II/ ore 22.30 atto III
CircOplà – scuola di circo- Asd  “Guarda a io” ore 20.30 “Aspectus” ore 22.00/ 23.00

Domenica 8 luglio
Compagnia StorieFilanti ludoteca e truccabimbi ore 19-21.30
Bianconiglio circo-teatro “Alice e il mago” ore 20 atto I/ ore 22.30 atto II
Mago Baldo ore 20.30/ore 21.30 / ore 23.00
VisionAria Danza Aerea e Nuovo Circo “Siamo tutti in ballo” ore 21/ ore 22

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MUSICA

Ogni sera esibizione degli The Bourbon Swing Jazz band – Swing Jazz Manouche anni ’30.
Sax, chitarra, organetto e contrabbasso

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FOOD TRUCK
(in aggiornamento):
Aròst e Frèt Food Truck Riccione / Belgian Bike / Braceria Vespucci 2.0 food truck / Branchie / Chioscando Street Food / Conero Street Food / Mr Zocca / Piranha Street Food /
Re grill braceria Pugliese in tour / Re Duci

 

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Foto dall’Ancona Street Food Festival di giugno.

 

 

Si accende l’Ancona Street Food Festival 2018. Tre giorni di cibo di strada, concerti e mercatini nell’atmosfera del porto

Il lungomare Vanvitelli dello scalo dorico diventa scenario di una grande festa di strada con Ancona Street Food Festival 2018. Attese più di 12mila persone fra musica live, variopinti food truck con specialità tipiche e piatti gourmet, stand di artigianato. 

 

Si inizia venerdì 15, dalle ore 18 fino a tarda serata. La festa continua sabato e domenica, dalle 12 a fino a notte.

Tre giorni di cibo di strada, musica, artigianato nel cuore del porto storico. A partire da venerdì 15 fino a domenica 17 giugno torna  per il terzo anno Ancona Street Food Festival, il grande evento gastronomico e musicale organizzato da Raval  Family ed Eventeria di Bologna, che nelle scorse edizioni ha portato più di 12mila persone fra i moli dello scalo dorico, in una festa di strada e di mare fra il Varco San Primiano, l’Arco di Traiano e la Fontana dei due soli.

Sono oltre venti i colorati food truck in arrivo all’Ancona Street Food Festival 2018, che presenteranno una scelta variegata di specialità tipiche del cibo di strada: grigliate, fritti, bombette, olive ascolane, caciucco, moscioli, panelle e tante altre tipicità regionali, da gustarsi attorno alle tante tavolate fra i variopinti chioschi-furgoncini. Per esempio ci saranno il Birritrovo, con la sua carne affumicata,  Streat Bacco Food Truck tra puccia pontina, porchetta di Ariccia, guanciale al pepe e altre sorprese, il Conero Street Food con le sue varianti di linguine al sugo rosso a base di moscioli, sugo bianco con calamari e pomodorini, sardoncini e paccasassi, tutta la Napoli del Fritto & Fritto e così via tra l’imbarazzo della scelta. All’Ancona Street Food Festival ci saranno poi un punto cocktail  e tre punti birra, con una promozione “prendi due birre paghi una” sulla varietà bionda Kronen sabato e domenica dalle h 12 alle 18.

Ad allietare l’Ancona Street Food Festival ci penserà un concerto ogni sera a tema diverso. Venerdì si inizia con il Rock and Roll e il Boogie Woogie del Back to the future Night, di Antonio Sorgentone Live Band. Sabato arrivano gli ottoni scatenati di Guca Trumpet Night, con la travolgente sonorità balcanica di Zastava Orkestar che omaggia il leggendario festiva di Guca in Serbia. Gli stessi trombettisti della Zastava Orkestar sabato si renderanno protagonisti di una performance itinerante sulla baia di Portonovo, suonando per le spiagge. Domenica, per la chiusura, arriva la tradizione cubana con Buena Vista Social Night e l’esibizione di Los Pimientas Orchestra.

A dare poi un ulteriore tocco di vivacità alla tre giorni dell’Ancona Street Food Festiva ci pensa il mercatino dedicato all’artigianato e all’auto produzione della Banda della Magliaia dove sarà possibile trovare accessori, ceramiche, serigrafie, tessuti, cosmetici naturali esposti sui bancali in legno progettati da Fab Lab Rinoteca. L’area bimbi curata da La città del sole farà divertire i più piccoli durante tutte le giornate. Per chi vuole seguire i mondiali, è disposto anche uno schermo con le partite.

Anche quest’anno si attende un numero massiccio di presenze. Il consiglio è di lasciare l’automobile lungo i parcheggi e di muoversi a piedi o coi mezzi pubblici, per evitare problemi di sosta. L’Ancona Street Food Festival è un evento a partecipazione gratuita. Il format si ispira a un’idea nata negli States e focalizzata sul Junk o Fast food, con le cucine che escono in strada per rivitalizzare i luoghi più belli delle città. Un fenomeno in crescita che sta prendendo piede in tutto il mondo, ma che qui viene declinato sul tipico e raffinato gusto italiano, con piatti gourmet e specialità tipiche locali e su cui Raval Family insieme ad Eventeria punta per portare nuova energia ad Ancona.

 

 

ORARI
Venerdì 15 giugno: dalle ore 18 a fino a tarda serata
Sabato 16 giugno: dalle ore 12 del mattino fino a tarda serata
Domenica 17 giugno: dalle ore 12 del mattino fino a tarda serata

SPONSOR
Birra Forst
Burattini Gioielli – Artigianato Orafo Ancona
Grotte di Frasassi, Genga
Happiness Group
Lineaquattro – Cucine
Pieralisi Volvo
Wall Street English Ancona

SI RINGRAZIA
Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale

PROGRAMMA DEI CONCERTI E DJ SET

Venerdi 15 giugno / h. 22.00
BACK TO THE FUTURE NIGHT
Antonio Sorgentone Live Band

Sabato 16 giugno / h. 22.00 
GUCA TRUMPET NIGHT
Zastava Orkestar
Serata dedicata alle musica del più grande festival di bande balcaniche

Domenica 17 giugno / h. 21.00
BUENA VISTA SOCIAL NIGHT
Los Pimientas Orchestra
Serata dedicata al suono della tradizione cubana

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 FOOD TRUCK
(in aggiornamento):
Abruzzo on the road / Big Blue food truck / Carcake / Chioscando Street FOOD / Conero Street FOOD / Fritto Dorato Food Truck /  Fritto & Fritto / GrappoMagno / Happy Train srl FOOD TRUCK / L’appetito street food / L’Apulia / Lapanella / Let’s mEat / Masterchips Arezzo / Noatri / O’liva Food Truck / Osteria Errante / Piranha Street Food / Re grill braceria Pugliese in tour / sani come un pesce/ Birritrovo / Streat Bacco Food Truck Roma  e altri ancora

 

2 Giugno di musica, balli e street food nella natura fatata delle Cantine Moroder. Torna BBQ, il party più solare della primavera

Dopo  il grande successo di pubblico e organizzazione del 25 Aprile e 1 Maggio, la festa ideata da Raval Family replica fra grigliate, scampagnate e musica funky ed elettronica. Anche questa volta autobus navetta eviteranno ogni caos.

Avanti con le feste di primavera. BBQ si riaccende il 2 Giugno col terzo degli appuntamenti in programma per la saga del Porco del Conero organizzata come ogni anno dall’equipe di Raval Family. L’appuntamento è di nuovo alle Cantine Moroder & Agriturismo Aiòn, fra colline nel pieno della primavera e casolari fatati. Si inizia a mezzogiorno e si continua fino a mezzanotte, la partecipazione è gratuita. Gli ingredienti sono quelli consolidati: piste da ballo con sonorità elettroniche e melodie reggae; incontri, chiacchiere, pietanze cucinate con passione e vini e bevande di qualità. Anche in questa edizione quattro autobus navetta collegano gratuitamente il parcheggio dello stadio del Conero alle Cantine Moroder dove non si può posteggiare, così da evitare parking selvaggio e rispettare la serenità del Parco.

Sono state migliaia le persone da tutta la regione e non solo che hanno preso parte ai due primi appuntamenti, del 25 Aprile e del 1 Maggio. Il terzo BBQ del 2 Giugno resta fedele alla linea ma presenta alcune variazioni. Sul fronte mangereccio c’è la grigliata argentina a cura di Mi Rancho, con asado di carni assortite e d’Angus. Torna la pizza del punto Aia col suo forno a legna così come il “punto fritto” di Chicco d‘oliva Velenosi e il cibo da strada del Furgoncino. I prati della tenuta sono tappeti ideali per stendersi al sole di giugno con le pietanze servite alla festa. La scampagnata è di casa anche per famiglie con bimbi.

Parliamo di musica. Stavolta è Vodkatronik salire in consolle coi suoi dj Apeless e Rapa, noti agitatori delle notti marchigiane ed instancabili sperimentatori di party pop-up. La pista per le danze elettroniche è nella aria food connection, ovvero sulla grande terrazza di Moroder che si tuffa verso l’orizzonte della riviera. Nella party connection invece, la spaziosa aia della Cantina, si esibirà la Reggata del Conero, con dj Alpha e Caligula. Anche qui balli a profusione in spirito reggae e funky.

La festa del 2 Giugno chiude il trittico di primavera del BBQ – Porco del Conero, a cui si aggiunge il successo riscosso col Porco di Maggio, festa BBQ esportata quest’anno per la prima volta a Bologna in collaborazione con Eventeria. Dopo la primavera, Raval Family guarda all’estate con Ancona Street Food Festival, manifestazione forte di venti stand gastronomici, musica, intrattenimento e ventimila presenze all’anno al porto antico dorico dove cibo di qualità e vita all’aria aperta restano le stelle guida per assaporare al meglio la strada.

 

 

 

BBQ 2018 - La locandina

25 Aprile, anche quest’anno la festa è al BBQ – Porco del Conero.

Gi appuntamenti del 2018 diventano tre, il 25 Aprile, il 1^ Maggio e, novità del 2018, il 2 Giugno. Dopo il grande successo delle scorse edizioni, Raval Family torna ad organizzare il grande BBQ alle Cantine Moroder (via Montacuto 121, Ancona). Con street food, musica e paesaggi mozzafiato.

Per il sesto anno consecutivo torna con la primavera il BBQ – Porco del Conero, la festa fatta di musica, grigliate e street food per tutti i gusti nella splendida cornice delle Cantine Moroder & Agriturismo Aiòn, fra vigneti, colline e azzurro del mare nel Parco del Conero. Sono tre gli appuntamenti organizzati quest’anno dalla Raval Family di Ancona. Quelli tradizionali del 25 Aprile e del 1^ Maggio, a cui si aggiunge – novità – l’evento del 2 Giugno, sulla scia del successo delle scorse edizioni che hanno richiamato miglia di persone da tutte le Marche e non solo. Tanto da rendere questa festa l’evento più seguito, ed imitato, del territorio. La Raval Family, oltre a gestire i locali Raval e Ravaletto di Piazza del Plebiscito di Ancona, è impegnata nell’organizzazione dell’Ancona Street Food Festival e di tanti altri eventi.

Come e quando

Si inizia a mezzogiorno e si continua fino a mezzanotte. La partecipazione è gratuita in un ambiente con piste da ballo, tavolini. Ci sono poi tanti prati intorno dove distendersi per vivere la scampagnata fuori porta col cibo servito alla festa. Per i posteggi, c’è il servizio navetta continuo e gratuito dal parcheggio dello stadio del Conero. Il BBQ unisce le atmosfere campagnole e marchigiane ad una visione europea del party, con sound elettronici, reggae, socializzazione. Dove anche i bambini sono i benvenuti. La formula quest’anno è stata esportata anche a Bologna: il 13 maggio è in programma un quarto BBQ – Porco di Maggio, alle cantine Palazzona di Maggio di Ozzano dell’Emilia, in collaborazione con Eventeria.

Cosa si mangia, si beve, e si balla

Il 25 Aprile alle Cantine Moroder si parte dal cibo di qualità e prodotti del territorio. Una grande grigliata troneggia al centro della festa con intorno altre proposte. Come il punto AIA con pizza al forno a legna e piatti misti vegetariani e non. Il “punto fritto” di Chicco d’oliva Velenosi e, novità, il Furgoncino, all’insegna del cibo da strada. Il tutto annaffiato dal vino delle Cantine Moroder e dai cocktail del Raval. Per il caffè c’è “BellaKup”, un corner bar a forma di grande caffettiera, con gli amari della Distilleria Varnelli. Se il cibo è il re della festa, la musica è la regina. Le piste da ballo sono due e si suona principalmente elettronica con dj sempre diversi. Si inizia il 25 Aprile coi  REDD (Raval Electronic Dance Department). Il 1^ Maggio la proposta musicale è di quelle travolgenti, coi ragazzi di roBOT Festival, famosi a Bologna per le loro esibizioni al Link. Il 2 Giugno tocca a VodkatroniK. La musica reggae si ballerà nei tre festoni sulla seconda pista, coi dj della Reggata del Conero, capitanati da Deejay Alpha.

Le giornate sono accompagnate dal servizio di volontari della Protezione civile e dei vigili del fuoco, per un divertimento all’insegna della tranquillità per giovani e famiglie. La raccolta della plastica è organizzata col Punto riciclo,per mantenere pulito l’ambiente.

 

Scatti dall’edizione 2017!

BBQ ll forno a legna BBQ la grande grigliata BBQ la grande grigliata

Ravaletto, si riapre. Anima e menù della “locanda marchigiana”

Il bancone della locanda coi suoi bislacchi murales. Al muro, tante bottiglie Moroder

L’inverno sta finendo, la pioggia se ne va? Speriamo. Che però le rondini prima o poi torneranno è dato certo. Ce lo mostrano segnali inconfutabili. Come la riapertura del Ravaletto. Sì, è ufficiale, giovedì 8 marzo si ricomincia. Si aprono le porte, si accendono le luci, la cucina torna ad essere una fucina di piatti caldi e freddi, il bancone del bar un’inesauribile fonte di bevande, bibite, vini e liquori squisiti. Mentre sotto ai drappi della tenda parasole di piazza del Papa si riaffaccerà un’umanità varia, a raccontarsela e a mangiarsela attorno ai tavoli, fino a tarda notte, con un po’ di musica che scorre in sottofondo. E balli e canti nelle serate più di festa, quando la piazza dà il meglio di sé e il locale si trasforma in un una locanda foderata di specchi e di colori, (splendono sul muro del bancone i murales di Ozmo realizzati per una passata edizione del festival Pop Up), un microscopico porto dello strampalato underground marchigiano, una boa presso cui ormeggiare, nelle serate quando si gironzola in città senza vera meta e senza troppi perché nella testa. Tanto poi a fare il resto ci sono le persone che si incontrano.

Anche per questa nuova stagione il Ravaletto riconferma la sua vocazione. Quella di “locanda marchigiana” nel cuore del centro storico. Al bancone Alessandro Vecchietti, che da quest’anno sarà aiutato dalla giovane Debora Canuti. Ai fornelli, nella cucina a vista, torna all’opera un cuoco che conosce a fondo la tradizione del mangiare locale fra colline e mare, e le sue possibili rivisitazioni e variazioni in chiave moderna. Lo chef è Massimo Mangialardo, il suo soprannome è Old school. Dietro alle vetrate della cucina lo si può scorgere all’opera, – come è capitato a chi scrive- mentre imbastisce un ripieno dei ravioli impastando con braccio nerboruto stufato di cinghiale e mascarpone, mentre il profumo sale intenso e fa impazzire il naso di gioia.

Al Ravaletto insomma pulsa il cuore delle Marche, è una vocazione ruspante che strizza l’occhio a licenze moderniste, in una sfida aperta dal 2014. (I più affezionati ricorderanno che prima il locale funzionava come un bancone da supermercato: quando sul cursore compariva il numero corrispondente alla propria comanda, si andava al bar a ritirare i piatti.) Oggi chi cerca specialità o drink di impronta più internazionale li trova tutti nell’adiacente Raval, locale fratello del Ravaletto. Stanno uno di fianco all’altro come due occhi di uno stesso volto che guardano dentro la Piazza e le sue secolari dinamiche, diurne o notturne che siano.

 

Dagli aperitivi alla cena, solo cibo marchigiano scelto.

Solo prodotti che arrivano da vicino

Nella cucina a vista del colorato Ravalletto si sforneranno anche quest’anno manicaretti dagli ingredienti a kilometraggio bassissimo. Pane e pasta sono fatti in casa, e quindi via con gli gnocchidi ricotta, i maltagliati, gli strozza presti, i ravioli di pesce o di cinghiale (solo le tagliatelle sono già confezionate). Le verdure arrivano dalla azienda agricola Il lago nella valle di Monte San Vito. Salumi e carni da Agrifactory di Osimo. Per i olive all’ascolana  e tutto i frittini di qualità ci si rifornisce da Chicco d’Oliva, piccola azienda dell’Ascolano attiva anche nel fronte dello Street Food Festival. Il pesce e quello battuto all’asta al porto di Ancona, quindi è fresco e viene dal Mandracchio, al congelato si ricorre solo laddove non se ne può fare al meno. Si inizia con gli aperitivi, verso le 18,30 poi arriva l’ora di cena, che si protende anche a tarda serata. Massimo e colleghi restano saldamente operativi ai fornelli fino alle undici di sera.
Ad annaffiare tutte queste pietanze ci sono bevande anche esse regionali. Disponibilità costante di bottiglie Moroder, coi grandi classici bianchi e rossi delle vigne nostrane. Una volta a settimana poi, in un’ideale parata di eccellenze enologiche, il bancone ospita una nuova cantina. Si inizia con Mancini. Non mancano le birre naturalmente, anch’esse di marca locale: arrivano dal birrificio fabrianese I beer. Per la liquoristica c’è tutta la gamma completa della Distilleria Varnelli, orgoglio dell’entroterra e dei suoi Monti Sibillini. E come analcolici bibite e spume Paoletti, che è una centenaria azienda ascolana.
Il bar abbassa la serranda solo quando sono ormai le due di notte.

 

 

“Qui se magna”, col menù 2018 del Ravaletto

Un gran tagliere è sempre un piacere.

Ma vediamo al dunque. Cioè al menù con cui il Ravaletto apre il 2018. C’è di che essere curiosi.

Aperitivo / Antipasti di carne e di pesce

Olive Ascolene e Cremini fritti

Tagliere di salumi e formaggi, accompagnati dalla confetture Sigi.
Tavolozza di baccalà. Ovvero una composizione di baccalà marinato, polpette di baccalà impanate di paprica e pane e baccalà mantecato.

Primi di carne

Tagliatelle di coniglio in bianco. Ecco un grande classico della cucina marchigiana.
Gli gnocchi con la papera.
Ravioli ripieni di cinghiale e mascarpone, serviti su una base di scalogna, pomodoro fresco e scaglie di pecorino di fossa.

Primi di pesce

Tagliolini scampi e pesto.
Strozzapreti granchi e nocchie.

Secondi di carne

Quaglie in camicia, cotte in tegame a fuoco lento, con pomodoro, olive taggiasche e camicia di pancetta.
Filettino di maiale al Rosso Conero.
Fritto misto marchigiano, che – secondo i canoni della tradizione – comprende chiodini di carciofo impanati, olive e cremini, bistecca di agnello, filetto di fegato, carne di pollo e di maiale.

Secondi di pesce

Coda di rospo in camicia di pancetta affumicata prezzemolo olive, semi di finocchio e una punta di vino bianco.
Fra i contorni, eccole verdure saltate, i frittini e gli spinaci e le erbe di campo.

Dolci

Semifreddo al kiwi e al mango.
Semifreddo alla nutella e mascarpone.

Per prenotazioni al Ravaletto, potete telefonare allo 071 232 0951

 

Marco Benedettelli

Paure, frontiere e progresso per chi è “A corto di diritti” | Piccola recensione di una delle serate simbolo di Corto dorico

Anche quest’anno cortometraggi e attenzione al reale si stringono la mano in “A Corto di diritti”, serata di Corto dorico con la partecipazione di Amnesty International. Un appuntamento che la Raval Family segue con partecipazione.

Nella foto, Marta Marzocchi, dell’equipe di Corto dorico, che mostra un talismano porta fortuna: il troll che è in tutti noi.

La paranoia da bomba terroristica, il richiamo e le diaboliche lusinghe del Daesh, il viaggio epico e infine tragico verso l’attraversamento dei confini, il trauma insanabile dei desaparecidos, lo strazio dei profughi, i diritti dei trans gender – persone che nel loro corpo racchiudono il senso della frontiera. Per capire i tempi in cui viviamo, una serata come “A Corto di Diritti” è uno spazio prezioso, che mette a fuoco certi nodi e vi getta uno sguardo attraverso, con la lente dell’arte. In questo caso quella cinematografica.

Le opere proiettate il 5 dicembre sullo schermo del Ridotto delle Muse, nell’ambito di Corto dorico,  sono state selezionate dagli attivisti di Amnesty International, fra quelle che concorrono al Premio Amnesty International per il miglior cortometraggio sui diritti umani. Nel solco di un gemellaggio collaborativo con l’associazione Nie Wiem (ideatrice e organizzatrice del festival) che continua da anni. Per portare, almeno fra il pubblico che frequenta le sale e ama i linguaggi artistici, un segnale di resistenza e solidarietà.

Presenti in sala, oltre al direttore artistico del festival Roberto Nisi, anche il presidente di Amnesty Marche presidente della Sezione Italiana di Amnesty International. E poi lo staff di Nie Wiem, attivisti per i diritti umani di vario tipo: operatori, artisti, consulenti legali, comunicatori e giornalisti attivisti, e soprattutto persone sensibili all’argomento e dalle antenne dritte. Si cerca, sempre e senza vergogna, di capire dove va il mondo. E credere ancora nel progresso, dei diritti e della collettività, a partire da chi è messo all’angolo e umiliato.

Si è aggiudicato il premio il cortometraggio A State of Emergency, di Tarek: due soldati francesi all’alba delle stragi terroristiche del 13 novembre 2015, a Parigi si trovano alle prese con una valigia sospetta. La paura che sia una bomba scatena un microcosmo ansiogeno che quasi degenera in panico e quindi reazione aggressiva e violenta. Solo un vecchio clochard alcolizzato, con le sue parole, sarà in grado di ribadire i diritti inalienabili della gente comune, che non vuole farsi risucchiare dal terrore.

 

Luigi Socci, nostro concittadino poeta e performer, si aggiudica il premio Ciampi 2017

Di lui i critici, fra le molte analisi, hanno detto che è il poeta dell’”ironia tragica” e del “comico assoluto”. Dei testi nati anche per “parlare in maschera”, per fare ridere “a denti stretti”. Quindi è una notizia che fa battere le mani soprattutto a chi si rispecchia nel mondo del circo e dei maghi da fiera, quella della vittoria di Luigi Socci al premio Piero Ciampi Valige Rosse 2017, Città di Livorno. E che come medaglia prevede la pubblicazione di una nuova plaquette dell’autore, “Prevenzioni del tempo”, presto nelle librerie. Un riconoscimento più che meritato per questo autore di vastissimo sapere, non solo letterario, ma anche cinematografico, musicale e di arte contemporanea. Socci da sempre, ad Ancona e per chi ci abita, è un instancabile agitatore culturale: dal festival poetico La punta della lingua, organizzato con l’associazione Nie Wiem, ai numerosi Poetry Slam convocati in città. Riguardo agli slam, oltre a esserne scafato performer e “cerimoniere”, il nostro concittadino è stato fra i primissimi a portare in Italia questa competizione basata sull’oralità, ed è uno dei direttori artistici del campionato italiano della Lega Italiana Poetry Slam (L.I.P.S.) Marche-Umbria. Per chi ancora non conosce la sua opera, si cerchi in libreria “Il rovescio del dolore” (Italic Pequod, 2013).

Complimenti a Luigi Socci per la vittoria all’importante Premio Ciampi, e benvenute alle nuove poesie del suo “Prevenzioni del tempo”.